una volta eravamo liberi
By Daniele Salvini on Thursday 3 May 2007, 20:31 - storie - Permalink
ero all'angolo tra la sesta e la Van Dam e mi guardavo attorno (mi è sembrato comico il nome della via, Van Damme, ehehe..) a un tavolino del bar stava seduto un tizio veramente affranto. Dovevate vederlo, quanto era affranto, teneva un gomito appoggiato al tavolino che aveva di fronte e la mano aperta colle tre dita a reggergli la fronte. Teneva gli occhi chiusi, l'ho notato perche' era un cristone tanto con un tatuaggio sul braccio che era piu' grosso di quello che avrei mai potuto farmi sulla schiena. Aveva una canotta nera con una enorme falce e martello rossa davanti. Sono rimasto a guardarlo incantato. volevo fargli una foto, che qualcuno ci avrebbe sicuramente trovato un significato. poi me ne sono andato che non è bello fotografare la gente affranta. Ma forse stava solo riposandosi prendendo il sole.
